Gli uomini di Caffè Ernani: Andrea

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Ciao Andrea, è finalmente arrivato il tuo momento! Ho tenuto per ultimo il macchinista per eccellenza, l’unico sempre girato di spalle, ma che riconosce tutti i clienti dal suono della voce e che si ricorda i gusti di ognuno di loro.

Grazie Marti, sono contento che sia arrivato anche il mio turno e non vedo l’ora di potermi esprimere davanti ai nostri clienti che ci leggono. 

Arriviamo subito al sodo: cosa hai fatto prima di entrare nella Torrefazione Ernani? Sia a livello formativo che professionale. 

Io arrivo dall’Istituto Alberghiero, nel quale mi sono specializzato in sala e bar nei primi 3 anni e in tecnico di attività alberghiere negli ultimi due prima del diploma. 

Appena conclusi gli studi ho iniziato subito a lavorare nei villaggi turistici. Questa esperienza per me è stata forse quella più importante di tutta la mia vita. Non in sé per il ruolo che avevo o per le mie mansioni, ma perché mi ha temprato come lavoratore. 

Durante questi anni ho infatti abituato il mio fisico a resistere anche sotto pressione, o con poche ore di sonno e senza mai perdere la voglia di intrattenere il cliente. 

Diciamo che questi sono stati i miei anni di gavetta, sono partito dal basso per comprendere a pieno cosa significasse lavorare sodo, e di questo ne sono molto orgoglioso. 

Questi lavori sono sempre bei ricordi. Certo, sono stressanti e logoranti, ma ti insegnano tanto ed è bello avere delle esperienze così significative alle spalle. 

Quando sei arrivato qui a Milano quindi?

Sono arrivato nell’ormai lontano 1990. In quell’anno ho finalmente fatto il salto di qualità a livello professionale. 

È qui che ho iniziato a lavorare dietro al bancone del bar. 

Il mio primo capo ad un certo punto mi spostò alla macchina del caffè e da quel giorno non ho più cambiato mestiere. È nata una passione alla quale non potrei più rinunciare. Anche se ho ricoperto negli anni un po’ tutti i ruoli, nulla è come essere l'artefice della creazione del prodotto. Mi dà un immenso orgoglio vedere i visi soddisfatti dei clienti. 

Lo so bene Andre! I cappuccini che fai tu sono impareggiabili, sono come dei dolci  leggeri, golosi e deliziosi. Sei unico nel tuo lavoro e non smetterò mai di ripeterlo! 

Grazie davvero, per me questo riconoscimento è importante, mi dà la motivazione per continuare e fare sempre meglio. 

Poi comunque ho avuto anche altre esperienze lavorative di diverso tipo, come quella alle Canarie. Mi sono trasferito lì con mia moglie per creare un nostro bar-gelateria. 

Lavorare all’estero mi ha aperto la mente e ho sperimentato anche un modo diverso di vivere il bar. Ad esempio il bancone quasi non esiste, i clienti sono più tranquilli e preferiscono ritagliarsi del tempo per sorseggiare con calma la loro bevanda. Non c’è la frenesia dell’Italia. 

Inoltre lì ho imparato davvero ad organizzare il lavoro. Questa cosa non me la sono più dimenticata. Preferisco infatti iniziare mezz’ora prima la mattina e avere tutto ordinato e pulito, pronto per servire al meglio anche il primo cliente della giornata. 

Bene, bello scoprire quante esperienze diverse una persona ha alle spalle e capire come ha fatto ad arrivare da noi, sapere quello che c’è dietro ad una carriera come la tua. Quindi, come sei arrivato alla Torrefazione Ernani?

Me lo ricordo come fosse ieri: Luca, uno dei titolari della Torrefazione a Milano, mi chiamò nel dicembre 2013 per iniziare a lavorare il 2 gennaio 2014 alle 12.30, come sostituto di un ragazzo che stava cambiando lavoro. 

Per me quella chiamata era l’occasione di una vita. Poter venire a lavorare in un posto come questo, una Torrefazione, una Caffetteria con la C maiuscola, era il coronamento di una carriera intera. 

E soprattutto con tutto il team Ernani ho avuto modo di scoprire davvero il mondo del caffè, andare a fondo nella bevanda, fare formazione e crescere. 

In questi 7 anni ho avuto modo di vedere una continua crescita a livello organizzativo dell’azienda, di offerta alla clientela e di qualità del prodotto. Stiamo diventando una vera e propria realtà aziendale, oltre che un brand, e non potrei essere più motivato nel continuare questa avventura con la direzione. 

Ma ci sarà almeno una cosa che vorresti cambiare, no?

Sì, in realtà è un’idea un po’ strana: mi piacerebbe poter aprire la vetrina grande e inserire un altro bancone. In questo modo si potrebbero servire al meglio sia i clienti che hanno più fretta e sono solo di passaggio, sia i clienti che invece vogliono degustare guidati da noi il caffè con più calma. 

Bene, grazie di cuore Andrea per il tuo tempo e per essere sempre così concentrato e professionale, ti ammiro! 

Martina Mazzoleni 

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