Gli uomini di Caffè Ernani: Francesco

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Ciao Francesco! Prima di tutto grazie per avermi dedicato questo tempo dell’intervista. Ancora non ci conosciamo bene e colgo l’occasione per parlare un po’! 

Non vedo l’ora di iniziare questa intervista con te!

Parliamo prima delle tue esperienze professionali e formative precedenti a Caffè Ernani!  

Ciao Martina, certo iniziamo subito! 

Io mi sono diplomato al quinto anno dell’Alberghiero in ambito cucina, al Carlo Porta di Milano. Purtroppo avrei dovuto capire subito che la cucina non faceva per me. 

Come mai infatti hai deciso di cambiare ambito? 

Ho capito che mi piaceva cucinare, ma non l’ambiente della cucina. Troppo caotico e aggressivo, non in linea con il mio modo di fare. 

Preferisco un ambiente più tranquillo e soprattutto rispettoso. 

Capisco, anche io non riuscirei mai a lavorare in cucina! Come sei arrivato quindi a cambiare ambito lavorativo?

Sarò sincero: all’epoca volevo prendermi un anno sabbatico per poi cominciare l’università.  Sono sempre stato appassionato di sport e alimentazione e pensavo di farne una professione. 

Per caso però sono entrato in contatto con una caffetteria e pasticceria presente qui a Milano. Fin da subito ha iniziato a piacermi questo lavoro. 

Il primo ruolo che ho ricoperto è stato il cameriere e anche se non era il mio ruolo preferito ho iniziato a capire come funzionava questo settore, anche solo in minima parte. 

Ho visto come era organizzata l’azienda e ho capito che avrei potuto fare carriera, che all’interno di un bar c’è un’organizzazione specifica con ruoli e mansioni delineate. Mi piaceva! 

Non avevo nessun tipo di aspettativa su questo lavoro e non conoscevo il settore, pensavo che il barista facesse “solo il caffè”. Sono rimasto piacevolmente stupito nello scoprire che dietro al bar c’è un mondo intero. 

Non sai come ti capisco! Io pensavo che non mi sarei mai potuta appassionare a questo mondo. Pensavo fosse troppo variegato e segmentato. Pensavo anche io che chi lavorava in questo mondo facesse “solo un caffè”. Ma non è così! 

C’è letteralmente il mondo dietro. Il caffè è una delle materie prime più trattate al mondo dopo il petrolio, non si può neanche immaginare la sua grandezza e bellezza. 

Esattamente! Infatti è grazie alla mia seconda esperienza lavorativa che ho potuto scoprire questo mondo. Io lo chiamo “la caffetteria di nicchia”, proprio perché quelli che la conoscono in realtà sono pochi, in confronto a tutte le persone che consumano caffè. 

In questo altro locale ho infatti iniziato a sperimentare con la latte art, insieme all’approfondimento del caffè e della sua origine. 

Ho capito poi a pieno l’organizzazione aziendale e l’organizzazione nel lavoro. Mi hanno insegnato ad essere preciso e metodico, oltre che sempre professionale. 

È stato esattamente in questo momento che ho deciso di continuare in via definitiva con il mio lavoro. 

Ovviamente ci sono state anche delle piccole battute d’arresto, d’altronde il lavoro del barista è logorante e stressante. Ma in genere sono sempre di più i lati positivi! 

Ho provato anche a lavorare come commesso specializzato in un supermercato, in pratica il gradino sotto al Responsabile di filiale, ma mi sembrava di essere un robot. Non c’era nulla di personale in quello che facevo e non avevo più soddisfazione. 

Ed è qui che ho incontrato Ernani! 

Quindi cosa ti piace di più in questo lavoro Francesco?

Senza alcun ombra di dubbio la latte art. A me piace creare il prodotto, amo la parte pratica, mi intriga poter realizzare un qualcosa di mio che poi le persone osservano e provano. 

Andando un po’ più sul personale invece hai altri hobby e passioni?

I miei hobby o passioni principali sono 3 e sono indiscutibili ormai da anni: 

  • Calisthenics e le discipline a corpo libero in generale 
  • Il Milan
  • La Formula 1

In special modo calisthenics è ciò che più mi occupa le giornate. Ringrazio la mia forza di volontà perchè con il mio lavoro non è facile svegliarsi alle 5.30 la mattina, lavorare, tornare a casa e poi allenarsi, ma ci riesco molto spesso e ne vado fiero! 

Abbiamo quasi finito, mancano solo le “domande di rito”: 

  • Cosa ti piace di più di Ernani? 
  • Cosa invece cambieresti? 
  • Come mai hai scelto proprio Ernani? 
  • Quale obiettivo hai? 

Beh, sono entrato in contatto con Ernani per caso: girava un annuncio su Linkedin per ricerca di personale e ho provato a mandare il mio CV.

Al colloquio mi sono subito trovato bene e ho deciso soprattutto di voler far parte di quel progetto che mi avevano raccontato. 

Ho accettato l’offerta ed eccomi qua! 

In Ernani mi piace infatti la possibilità di poter crescere professionalmente, con corsi e formazione sia interna che esterna. Sono torrefattori e conoscono bene il loro prodotto. Volevo imparare da loro. 

Altro grandissimo punto a loro vantaggio è lo staff. Mi sono sentito come a casa fin dal primo giorno. È raro trovare un posto dove tutti vanno d’accordo e ci sia un bel legame anche con la dirigenza. 

L’unica cosa che cambierei ora è l’organizzazione del locale a livello pratico. Mi piacerebbe poter rendere il bancone più adatto al nostro lavoro. 

Infine il mio obiettivo è di fare carriera per arrivare ad essere il manager di uno o più locali, oltre che migliorare sempre di più le mie capacità pratiche alla macchina. 

Grazie Francesco, sentire il tuo entusiasmo travolge anche me.

Sono davvero onorata di poter collaborare con persone come te, veramente appassionate a questo mondo, e dalle quali si può solo imparare! 

Martina Mazzoleni 

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