Etiopia Sidamo – 250g

I maestri della tostatura media

Etiopia Sidamo – 250g

Un monorigine fresco, agrumato e floreale, spinto verso una piacevole e morbida acidità

Confezioni da 250g in grani o macinato

9,00 / mese9,50 / 3 mesi

Descrizione

Un monorigine fresco, agrumato e floreale, spinto verso una piacevole e morbida acidità.

Il monorigine Sidamo etiope è uno gourmet coffee di qualità arabica.

È un caffè cresciuto ad un’altitudine di circa 1800m slm.

Le drupe, contenenti i chicchi, vengono raccolte con il metodo picking, quindi manualmente, selezionando solo le ciliegie mature al punto giusto. Dopo di che vengono lavorate con il metodo lavato, il quale conferisce una maggiore acidità alla bevanda estratta. Alla fine del processo i chicchi spolpati vengono fatti essiccare al sole.

  • Al naso: profumi intensi di agrumi e fiori, insieme ad una nota dolce di cioccolato bianco
  • Gusto: si evidenziano di volta in volta aromi diversi, partendo da una acidità spiccata, che ricorda il bergamotto, poi si percepiscono note più dolci di frutti rossi, albicocca, cioccolato al latte e mandorla. Infine si sente un delicato bouquet di fiori e foglie di tè, accompagnati da spezie fresche e gradevoli. L’amarezza è del tutto assente

Il consiglio di Ernani: in espresso utilizza una dose di 9 gr per dose.

Adatto a

Chi cerca in monorigine fresco, floreale, sbilanciato a favore dell’acidità e della dolcezza, con totale assenza di amarezza ed intensamente aromatico

Scheda tecnica

Note aromatiche Agrumi, fiori, frutta e cioccolato al latte
Intensità 6/10
Corpo 4/9
Dolcezza 4/9
Amarezza 1,5/9
Acidità 7/9
Intensità aromatica 7/9
Tostatura Media
Adatta a Chi cerca un monorigine fresco, floreale, sbilanciato a favore dell’acidità e della dolcezza, con totale assenza di amarezza ed intensamente aromatico
Origini Etiopia
Località Regione Sidamo, Ertiopia
Altitudine 1800m slm
Tipo di raccolto Picking
Tipo di lavorazione Lavato
Punteggio 79/100

Grazie alla tostatura media il chicco di caffè crudo attentamente selezionato può esprimersi al meglio, sprigionando ogni aroma naturale e senza mai risultare eccessivamente amaro. Provalo anche senza zucchero, sarà incredibile!

Il caffè è conservato all’interno di un sacchetto sigillato, auto-protetto con una valvola mono-direzionale, la quale permette al caffè di degasare, senza far entrare l’ossigeno, che lo ossiderebbe. In questo modo è possibile mantenere il caffè in grani fresco e aromatico anche dopo svariati mesi.

Note per la confezione da 250g in grani:

  • Caffè torrefatto in grani
  • Confezionate in atmosfera protettiva di azoto alimentare con valvola mono-direzionale
  • 250 gr peso netto e

Note per la confezione da 250g macinato:

  • Caffè torrefatto in grani e poi macinato
  • Confezionate in atmosfera protettiva di azoto alimentare con valvola mono-direzionale
  • 250 gr peso netto e

Storia del caffè

Oggi viaggiamo in Etiopia, tra le terre native di origine del magico chicco tostato.

 

Leggenda della scoperta 

La pianta di caffè prese vita nel Sud dello Stato, nella regione del Sidamo, crescendo spontanea tra gli alberi selvaggi della foresta.

La leggenda narra che fu Kaldi, un pastore etiope, il primo a scoprire questo incredibile frutto.

“Migliaia e migliaia di anni fa, un pastore dell’altopiano di Caffa in Etiopia di nome Kaldi, si accorse che le sue capre, oltre ad essere più ostinate, caparbie e cocciute del solito, erano anche moto nervose, si adombravano per un nonnulla, partivano a testa bassa contro chiunque si avvicinasse loro. Anche nel branco regnava una grande inquietudine, contrassegnata da un continuo cozzar di corna. Ma quello che al pastore sembrava ancor più grave era il fatto che, giunta la sera, quando rincorreva le capre nelle stalle, gli animali erano sempre inquieti e non si riposavano. In piena notte erano ancora tutti svegli. 

Non riuscendo a capacitarsi dell’insolito fenomeno, il pastore dell’altopiano etiopico si rivolse a un monastero ed espose il fatto a un vecchio e saggio monaco, il quale domandò se per caso il pastore negli ultimi tempi non avesse cambiato pascolo e se le capre non avessero brucato qualche pianta alla quale non erano abituate.”

In una delle prime versioni della leggenda, riportata in Europa da Naironi nel 1671, è presente il tema dell’iniziale rifiuto e condanna della nuova “droga” da parte delle istituzioni vigenti dell’epoca:

“Kaldi, notando effetti eccitanti sul suo gregge che brucava le bacche rosse e brillanti di un lucente arbusto verde, provò egli stesso a masticarne il frutto. La sua eccitazione lo persuase a recare le bacche a un santone islamico in un monastero. Ma il religioso ne condannò l’uso e le scaraventò nel fuoco, donde si sprigionò un aroma allettante. I chicchi abbrustoliti furono subito strappati alle braci, sbriciolati e dissolti in acqua calda, per ricavarne la prima tazza di caffè”. 

Da qui nacque tutto: prese vita la tazzina di bevanda fumante, da qui scoprimmo il potenziale di questa pianta e dei suoi chicchi aromatici. Da qui prese vita la nostra e tutte le diverse tradizioni sparse in tutto il mondo.

Il caffè in Etiopia ha sempre avuto un’accezione sacra, diventando parte integrante e indispensabile dell’economia, della politica, dei riti, del linguaggio… insomma di tutto lo stile di vita del paese.

Esso infatti, oltre a comporre i ⅔ dei guadagni dello Stato, ha generato riti e cerimonie storiche importanti e soprattutto affascinanti.

La cerimonia del caffè 

La cerimonia del caffè in Etiopia segue un preciso rituale, dando molta importanza alla conversazione e alle relazioni umane.

Essa viene svolta tre volte al giorno, dalla donna di casa in abito bianco con bordi colorati, servendo tre giri di caffè ad ogni partecipante, ed ogni turno ha un suo proprio significato.

I chicchi vengono ancora tostati artigianalmente, proprio come una volta, utilizzando una padella posta direttamente sul fuoco vivo, mantenuta sempre in movimento dalla stessa donna. Dopo di che i chicchi marroni vengono macinati e lasciati in infusione nella caffettiera tradizionale.

Veder preparare il caffè in questo modo e con tutta questa cura, calma e attenzione è emozionante e fa capire come delle volte nella nostra cultura italiana lo diamo per scontato e non gli prestiamo la giusta attenzione in fase di assaggio.

Riportarlo, in alcune occasioni speciali, ad essere vero e proprio rito potrà farci vivere il momento come un qualcosa di puro gusto, pace, tranquillità e piacere.

 

Per questo motivo per il nostro Sidamo Etiope ti consigliamo un’estrazione in filtro, Chemex o V60, per goderti al meglio questo momento, e assaporare il sapore della magica terra africana.

Scopri come preparare il caffè con il V60.

Zona caffeicola

Il caffè in Etiopia è davvero considerato un piccolo grande miracolo della natura, in quanto nel territorio non esistono grandi piantagioni, ma è frutto del lavoro di tanti piccoli produttori e famiglie locali che spesso coltivano direttamente le piante nel proprio “giardino”. Queste piccole realtà sono circa 12 milioni.

Mappa con indicata in grande la zona caffeicola da dove Ernani prende il suo monorigine etiope ed in piccolo tutte le altre zone caffeicole della EtiopiaEssi sono solitamente collocati nei seguenti territori:

  • Sidamo, dalla quale regione proviene anche il nostro monorigine, nel Sud dello Stato, che produce eccezionali caffè con una spiccata acidità, comprendendo le regioni di Yrgacheffe e Guji;
  • Harrar, la zona più asciutta e quasi desertica del paese, dove si coltiva una delle varietà più antiche: Ethiopian Harrar;
  • Limu e Djimmah, la zona ovest del paese dove i caffè lavorati con il metodo lavato vengono chiamati Limu e quelli naturali invece Djimmah.

I caffè in Etiopia crescono tra i 1500 ed i 1800 metri di altitudine, arrivando però a volte a sfiorare anche i 2200-2400 metri sul livello del mare!

 

Essendo tutto molto domestico, i coltivatori non utilizzano prodotti chimici o sostanze tossiche per l’ambiente, lasciando la terra pura e libera di respirare, posizionando le piante di caffè all’ombra di altre colture e di alberi ad alto fusto.

Tutto ciò rende i caffè Etiopi uno dei più pregiati al mondo, con chicchi aromatici, intensi e senza difetti.

Al palato presenta aromi freschi e delicati di agrumi, frutti rossi e fiori, insieme a note più speziate, o sentori di cioccolato e frutta secca. Le note dolci spesso vengono ricondotte al miele e al caramello.

Insomma, non vorresti provare subito una tazza fumante di Sidamo Etiope a Tostatura Medio-Chiara ad opera di Caffè Ernani?

Buon viaggio!

Curiosità

Ecco alcuni proverbi o espressioni etiopi sul caffè:

Buna dabo naw” ossia “Il caffè è il nostro pane!” utilizzato per rircordarsi l’importanza di questo alimento nelle loro vite;

Buna teto” ossia “Bevi caffè” utilizzato come per dire “Buona fortuna” o “Tutto si risolverà”.

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